Fu un pittore di spregiudicata capacità innovatrice (si pensi agli espedienti con cui rese drammatica come mai prima di allora la Crocifissione ad Assisi, oppure all'incredibile inclinazione del Crocifisso di Santa Croce), che pur senza staccarsi mai dai modi propriamente bizantini, li portò alle estreme conseguenze, a un passo dal rinnovamento già perseguito in scultura da Nicola Pisano e in pittura poi da Giotto[2]. However, many scholars today tend to discount Vasari's claim by citing earlier sources that suggest otherwise. The paintings are now in poor condition because of oxidation of the brighter colours that were used by the artist. Il qual comento è oggi appresso il molto reverendo don Vincenzio Borghini priore degl’Innocenti, uomo non solo per nobiltà, bontà e dottrina chiarissimo, ma anco così amatore et intendente di tutte l’arti migliori, che ha meritato esser giudiziosamente eletto dal signor duca Cosimo in suo luogotenente nella nostra Accademia del Disegno. L'arrivo di Cimabue nel grande cantiere segnò l'ingresso nella prestigiosa commissione papale di artisti fiorentini e la scelta del maestro fu dettata quasi certamente dalla fama che aveva acquistato a Roma nel 1272, anche se non sono conosciute opere di Cimabue del periodo romano. In tale documento viene anche ricordato il luogo di nascita dell'artista, "Florentia", confermata anche nel documento pisano. Le opere più famose di Cimabue: La Madonna di Santa Trìnita ora agli Uffizi, sorge al culmine di un trono fastoso, ai cui lati, sono disposti numerosi angeli; l’intera composizione appare sospesa sulle sottostanti arcatelle, quasi come fosse un’apparizione. Il periodo più attivo per Cimabue è intorno al 1280, anno in cui realizzò la bellissima Madonna in trono con bambino, conservata al Louvre di Parigi. Inoltre ai lati del trono quattro angeli a destra e quattro angeli a sinistra accompagnano i due personaggi sacri. Madonna con bambino e i santi. Ciò permette di imprimere volumetria all'intera figura e alle singole parti del corpo, dotando i muscoli di un vigore ed possanza, come del resto era già avvenuto nel precedente crocifisso, ma a differenza di prima si ha un maggiore realismo. Le espressioni sono anche più dolci, come nel mosaico del Duomo di Pisa, per cui si pensa che sia verosimile collocare l'opera in un periodo in cui Giotto era già attivo e le sue novità influenzavano anche il maestro. Questa pala ebbe un'eco immediata, ripresa per esempio verso il 1285 dal senese Duccio di Buoninsegna, nella sua aristocratica Madonna Rucellai - opera per lungo tempo erroneamente attribuita allo stesso Cimabue -, già in Santa Maria Novella e oggi agli Uffizi. CIMABUE Cenni di Pepo, detto Cimabue, è un artista sul quale cui ancora oggi le conoscenze sono limitate. Probabilmente questo avvenne per diretto interessamento papale e in conseguenza della fama dell’artista durante il suo periodo a Roma. Ciao a tutti, ho realizzato questo nuovo video dedicato al grande Cimabue, pseudonimo di Cenni (o Bencivieni) di Pepo (Firenze, 1240 circa – Pisa, 1302), è stato un pittore italiano. Conoscere i principali cicli pittorici e opere realizzate da Giotto (in particolare il ciclo della Basilica superiore di Assisi, la Croce dipinta in Santa Maria Novella a Firenze, la Cappella degli Scrovegni a Padova, Maestà di Ognissanti e la Cappella Bardi in Santa Croce a Firenze). L'opera è stata oggetto di pesanti ridipinture avvenute in epoca più tarda. Il crocifisso ha subito notevoli deturpazioni quando è straripato l’Arno nel 1966. A workshop painting, perhaps assignable to a slightly later period, is the Maestà with Saints Francis and Dominic currently housed in the Uffizi. Dante lo citò come il maggiore della generazione antecedente a quella di Giotto, parallelamente al poeta Guido Guinizelli e al miniatore Oderisi da Gubbio. In questo periodo avrebbe realizzato, tra le altre opere, il crocifisso di Santa Croce, la Maestà del Louvre e i mosaici del battistero di Firenze. ; Conoscere le caratteristiche stilistiche delle opere di Giotto. Fino ad oggi, di questi pannelli, se ne conoscevano due: “La Flagellazione” della Frick Collection di New York, e la “Maestà con due angeli”, conservata alla National Gallery di Londra. Cenni di Pepe, known as Cimabue (c. 1240 – c. 1302) Cimabue, pseudonimo di Cenni di Pepo (Firenze, 1240 circa – Pisa, 1302), è stato un pittore italiano. Si hanno notizie di lui dal 1272, e Dante lo citò come il maggiore della generazione antecedente a quella di Giotto, parallelamente al poeta Guido Guinizelli e al miniatore Oderisi da Gubbio. Il documento di Roma, datato 8 giugno 1272 registra la testimonianza del pittore sul patronato che il cardinale Ottobono Fieschi assunse su incarico di papa Gregorio X di un monastero di monache di San Damiano che per l'occasione, fu ridedicato a Sant'Agostino e alla sua Regola. L'affresco, infatti fu incorniciato alcuni decenni dopo dai maestri giotteschi che affrescarono il resto del transetto. Probabilmente la sua formazione si svolse a Firenze, tra maestri di cultura bizantina. L'attribuzione e cronologia delle opere elencate qui segue l'analisi recente e rigorosa di Luciano Bellosi, «Credette Cimabue ne la pitturatener lo campo, ed ora ha Giotto il grido,si che la fama di colui è scura», «Credidit ut Cimabos picturae castra tenere,sic tenuit vivens;nunc tenet astra poli.», «Cimabue credette di tenere il campo della pittura;così fu finché visse.Ora, invece, tiene le stelle del cielo.», «Fu Cimabue [...] sì arrogante, e sì sdegnoso, che se per alcuno gli fosse a sua opera posto alcuno difetto, o egli da sé l’avesse veduto (ché come accade alcuna volta, l’artefice pecca per difetto della materia in ch’adopera, o per mancamento che è nello strumento, con che lavora), immantamente quella cosa disertava, fosse farà quanto si volesse.», (L’Ottimo Commento della Divina Commedia, Testo inedito d’un contemporaneo di Dante citato dagli Accademici della Crusca, Pisa, 1828, II, p. 188. Una delle sue opere più preziose è la Madonna di Santa Trinita, originariamente nella chiesa di Santa Trinita a Firenze e ora alla Galleria degli Uffizi. Cimabue, pseudonimo di Cenni (o Bencivieni) di Pepo (Firenze, 1240 circa – Pisa, 1302), è stato un pittore italiano. L’opera, nel 1958, fu poi spostata nel museo di Santa Croce dopo la ristrutturazione del complesso francescano… In una data difficile da precisare, ma che si suppone posteriore al 1290, i monaci benedettini di Vallombrosa commissionarono al grande pittore Cimabue (1240-1302 ca.) [8], Nella dichiarazione de’ quali versi, un comentatore di Dante, il quale scrisse nel tempo che Giotto vivea, e dieci o dodici anni dopo la morte d’esso Dante, cioè intorno agli anni di Cristo milletrecentotrentaquattro, dice, parlando di Cimabue, queste proprie parole precisamente: "Fu Cimabue di Firenze pintore nel tempo di l’autore, molto nobile di più che omo sapesse, e con questo fue sì arogante e sì disdegnoso, che si per alcuno li fusse a sua opera posto alcun fallo o difetto, o elli da sé l’avessi veduto, ché, come accade molte volte, l’artefice pecca per difetto della materia, in che adopra, o per mancamento ch’è nello strumento con ch’e’ lavora, immantenente quell’opra disertava, fussi cara quanto volesse. One source that recounts his career is Vasari's Lives of the Most Excellent Painters, Sculptors, and Architects, but its accuracy is uncertain. However, many scholars today tend to discount Vasari's claim by citing earlier sources that suggest otherwise. È scomparso anche il caratteristico solco che partiva dall'angolo dell'occhio e che attraversava tutta la guancia, che Cimabue aveva ereditato dal crocifisso bolognese di San Domenico di Giunta Pisano. Nell’Ottocento, fu recuperata ed esposta nelle Galleri… Maria porta in braccio Gesù Bambino seduto sulla sinistra del dipinto. 370 sgg. 20-ott-2014 - Esplora la bacheca "Arte - Cimabue" di Michele Forte, seguita da 15184 persone su Pinterest. Madonna di Castelfiorentino, anno 1283-1284 circa, tecnica a tempera e oro su tavola, dimensioni 68 x 47 cm., Museo di Santa Verdiana, Castelfiorentino. O anche le linee bianche sovrapposte sopra il labbro superiore che producevano un "effetto di sdoppiamento" e che ancora troviamo nelle due precedenti opere. Alto tre metri e 90 è un crocifisso grandioso, con la posa del Cristo ancora più sinuosa, dove la figura intera è ancora più grave e sprofonda verso il basso trascinata dal suo stesso peso, con un'inarcatura ancora più marcata che deborda oltre il margine della croce. Poco dopo il viaggio a Roma del 1272, alla fine degli anni settanta, eseguì il Crocifisso per la chiesa fiorentina di Santa Croce, oggi semidistrutto a causa dell'alluvione di Firenze del 1966. Fu forse proprio per l'alta qualità pittorica dell'affresco della Basilica inferiore che Cimabue fu chiamato a realizzare le pitture nell'abside e nel transetto della basilica superiore di San Francesco, negli stessi anni in cui forse maestranze romane cominciavano ad affrescare la parte superiore della navata. CONOSCENZE. Fu et è Giotto in tra li dipintori il più sommo della medesima città di Firenze, e le sue opere il testimoniano a Roma, a Napoli, a Vignone, a Firenze, a Padova et in molte parti del mondo, etc.". Da ultimo tuttavia ha conciliato l'autenticità della tavola con queste eccezioni tecniche Luciano Bellosi (2004), assumendo che il dipinto in questione sia stato originariamente creato per essere posto sul primo sepolcro di Francesco, destinazione che avrebbe reso incongrua la consueta preparazione della tavola. Vasari lo indicò come il primo pittore che si discostò dalla «scabrosa goffa e ordinaria […] maniera greca», ritrovando il principio del disegno verosimile «alla latina». Probabilmente la sua formazione si svolse a Firenze, tra maestri di cultura bizantina. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 13 dic 2020 alle 20:06. Sulla base di queste circostanze vi è chi ha ipotizzato possa addirittura trattarsi di un falso moderno. Già con la Crocifissione della chiesa di San Domenico di Arezzo, databile attorno al 1270, segnò un distacco dalla maniera bizantina. This is a part of the Wikipedia article used under the Creative Commons Attribution-Sharealike 3.0 Unported License (CC-BY-SA). At Assisi, in the transept of the Lower Basilica of San Francesco, he created a fresco named Madonna with Child Enthroned, Four Angels and St Francis. He was born in Florence and died in Pisa. Anche altre fonti storiche furono concordi nell’attribuire il dipinto al maestro. Giotto diuenne maggiore, più nobil maestro di Cimabue.», (Dante con l’esposizione di Christoforo Landino et di Alessandro Vellutello, Venezia, 1564, c. Già con la Crocifissione della chiesa di San Domenico di Arezzo, databile attorno al 1270, segnò un distacco dalla maniera bizantina. - Poco si sa sulla vita del pittore ritenuto, sulla scorta di una citazione dantesca (Purg., XI, 92-97), maestro e precursore di Giotto fin dalla prima metà del Trecento; né si può accertare la veridicità del ritratto letterario abbozzatone nell'Ottimo commento della Divina Commedia, sempre agli inizi del XIV sec. According to Italian painter and historian Giorgio Vasari, Cimabue was the teacher of Giotto, the first great artist of the Italian Proto-Renaissance. L'autenticità di quest'ultima tavola (riconosciuta dal Longhi) è stata oggetto di accese controversie probabilmente anche a causa dalle sue peculiarità tecniche. Other works from the period, which were said to have heavily influenced Giotto, include a Flagellation (Frick Collection), mosaics for the Baptistery of Florence (now largely restored), the Maestà at the Santa Maria dei Servi in Bologna and the Madonna in the Pinacoteca of Castelfiorentino. According to Italian painter and historian Giorgio Vasari, Cimabue was the teacher of Giotto, the first great artist of the Italian Proto-Renaissance. Per esempio negli affreschi del monastero di Sopoćani, datati 1265, si notano figure ormai senza contorno dove le sfumature finissime evidenziano la rotondità volumetrica. During the pontificate of Pope Nicholas IV, the first Franciscan pope, Cimabue worked in Assisi. Il 19 marzo 1302 infatti, appena quattro mesi dopo, un documento fiorentino parla degli "eredi" di Cimabue riguardo a una casa nel popolo di San Maurizio a Fiesole. Nell'arco di tempo che intercorre tra i due crocifissi, Cimabue lavora a una della sue opere più importanti: gli affreschi della basilica superiore di San Francesco ad Assisi, dove dipinge storie della Vergine, una serie di Apostoli e storie dell'Apocalisse. [7]), «Giovanni Cimabue: costui trovò e liniamenti naturali et la vera proportione, et le figure morte le fecie vive et di varii giesti, di modo che lasciò di sè grandissima fama. This work established a style that was followed subsequently by numerous artists, including Duccio di Buoninsegna in his Rucellai Madonna (in the past, wrongly attributed to Cimabue) as well as Giotto. Secondo il Ghiberti e il Libro di Antonio Billi fu al contempo maestro e scopritore di Giotto. Dopo secoli di aspri colori pastosi Cimabue fu quindi il primo a stendere morbide sfumature. E' noto che il suo maestro fu Cimabue, con il quale Giotto collaborò in alcune sue opere, anche se il racconto, secondo cui, Cimabue si accorse dell'abilità di Giotto vedendolo disegnare su un sasso una delle pecore che portava al pascolo, è inverosimile. Now restored, having been damaged by the 1966 Arno River flood, the work was larger and more advanced than the one in Arezzo, with traces of naturalism perhaps inspired by the works of Nicola Pisano. Arezzo, Chiesa di San Domenico. L’influenza di Cimabue è evidente in quelle che sono considerate le prime opere dell’allievo: la “Croce dipinta” di Santa Maria Novella, compiuta tra il 1290 e il 1295, con il volto del Cristo dai lineamenti tardo bizantini, e nella “Madonna col bambino”, conservata nella pieve di … Ma è soprattutto la resa pittorica delicatamente sfumata a rappresentare una rivoluzione, con un naturalismo commovente (forse ispirato anche alle opere di Nicola Pisano) e privo di quelle dure pennellate grafiche che si riscontrano nel crocifisso aretino. Many scholars now discount Vasari's claim that he later had Giotto as his pupil; they cite earlier sources that suggest otherwise. Nel corso della storia, e in parte tuttora, molti lavori di Cimabue sono stati confusi con quelli dell'artista senese Duccio (1255-1319) e a lui attribuiti. Francesco Albertini, nel 1510, scrisse del Crocifisso di Santa Croce nel suo memoriale. Cimabue's Christ is bent, and the clothes have the golden striations that were introduced by Coppo di Marcovaldo. Opere di Giotto Non si sa con certezza quale sia il vero nome di Giotto.È un autore del 12º secolo. Vedi tutte le foto e le immagini di Cimabue (Cenni di Pepo), leggi tutte le notizie e le informazioni su Cimabue (Cenni di Pepo), vedi la mappa e la guida della città e scopri come raggiungere i musei. Nella chiesa di Santa Trinita a Firenze era conservata un'altra Maestà di Cimabue, ora conservata agli Uffizi, della quale non si conosce la data, ma che viene attribuita a un momento più tardo, tra il 1290 e il 1300. Giotto di Bondone | Video. Cimabue, Crocifisso, chiesa di San Domenico Arezzo. In particolare essa è priva del consueto strato preparatorio in gesso, né ha camottatura. Come già accennato, il 1 e il 5 novembre 1301 era a Pisa, dove firmò per l'esecuzione di una grande Maestà con storie sacre per la chiesa dell'ospedale di Santa Chiara, da eseguire in collaborazione col lucchese Giovanni di Apparecchiato, detto "Nuchulus": opera perduta o forse mai eseguita per la morte dell'artista.